WEB MARKETING

Autore: Sara Tortelli
ASSINEWS 372 – Marzo 2025

Qualche esempio per utilizzare le FAQ dei clienti e creare contenuti web efficaci

L’attività di consulenza assicurativa porta naturalmente i clienti a sollevare quesiti ricorrenti, che riflettono esigenze e preoccupazioni comuni. Questi interrogativi frequenti, lungi dall’essere una semplice routine, rappresentano una risorsa preziosa per la promozione digitale dell’attività. Le domande dei clienti possono infatti stimolare spunti di comunicazione e trasformarsi in contenuti strategici capaci di attrarre potenziali interessati e generare contatti qualificati. Vediamo qualche esempio concreto.

Dalla FAQ all’acquisizione cliente

Partiamo da un esempio di FAQ: “Quanto costa assicurare la mia azienda contro gli attacchi informatici?”. Questa domanda, apparentemente semplice, rivela una preoccupazione concreta e crescente tra gli imprenditori, soprattutto dopo i numerosissimi casi di ransomware che hanno colpito piccole e medie imprese italiane. Da questo quesito possiamo strutturare una strategia di contenuti articolata e completa.

Il primo aspetto fondamentale da comprendere è la differenza tra due tipologie di contenuti web: l’articolo blog ottimizzato per i motori di ricerca e la landing page per campagne pubblicitarie. Mentre il primo mira a posizionarsi organicamente sui motori di ricerca, la landing page è progettata specificamente per convertire il traffico a pagamento in lead qualificati e sottende una campagna pubblicitaria, quindi un investimento di budget.

 

Declinazione del contenuto SEO – oriented per il blog

La creazione di un articolo per il blog richiede particolare attenzione nell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Il punto di partenza è l’identificazione della frase chiave (keyphrase) principale, che dovrebbe rispecchiare come gli utenti cercano informazioni su Google. Nel nostro caso, potrebbe essere “rischi cyber piccole imprese” o “protezione da attacchi informatici”.

L’articolo deve essere strutturato in modo da risultare autorevole per Google e allo stesso tempo utile per il lettore. Questo significa sviluppare un contenuto approfondito, idealmente non inferiore alle 500 parole, che affronti il tema in modo esaustivo. Nel testo, la keyphrase principale va inserita naturalmente, evitando forzature, con una densità che non superi il 2-3% del contenuto totale. È importante anche utilizzare varianti semantiche della keyphrase, per intercettare ricerche correlate.

Il testo deve essere organizzato con titoli e sottotitoli che rispondano alle domande correlate più cercate dagli utenti: questo aiuta sia i lettori sia i motori di ricerca a comprendere la struttura del contenuto. La leggibilità va curata attraverso paragrafi brevi, esempi pratici e punti elenco.

 

L’alternativa può essere una landing page

La landing page segue logiche completamente diverse. Qui l’obiettivo non è educare, ma convertire, trasformando i visitatori in contatti qualificati. La pagina deve essere essenziale e focalizzata su un’unica call-to-action principale, eliminando ogni elemento di distrazione come menu di navigazione o link esterni.

Il contenuto deve essere specifico e mirato, focalizzando direttamente il beneficio principale per l’utente. È fondamentale includere elementi come testimonianze di clienti o dati, che rafforzino la credibilità della proposta. Il form di contatto deve essere immediatamente visibile e facile da compilare.

Per aumentare l’efficacia della landing page, è utile inserire elementi di urgenza o scarsità, come ad esempio. Dal punto di vista tecnico, la pagina deve caricarsi velocemente e includere i pixel di tracciamento necessari per le attività di retargeting successive.

 

Dalla creazione del contenuto alla promozione multicanale

Una volta creato il contenuto, questo può essere declinato in una strategia di comunicazione integrata attraverso diversi canali. È importante sottolineare che l’articolo del blog ottimizzato in ottica SEO lavorerà nel mediolungo periodo per garantirci visibilità organica sui motori di ricerca. Questo significa che, ad esempio, mentre attiviamo altri canali di promozione per supportare la landing page, il contenuto SEO continuerà a generare traffico qualificato attraverso Google, intercettando gli utenti nel momento in cui cercano informazioni sul tema.

 

Esempio di piano di promozione per l’articolo blog

Per un contenuto educativo legato al tema, ad esempio, “Quanto costa assicurare la mia azienda contro gli attacchi informatici?”, la strategia social ed email punta a costruire autorevolezza e generare traffico organico.

 

Social Media Organico

  • LinkedIN: post approfondito con statistiche sui costi medi di un attacco cyber
  • Facebook: infografica sui fattori che influenzano il costo della polizza
  • Instagram: storie educative con link all’articolo

 

Email Marketing

  • Newsletter mensile con approfondimento sul tema cyber security
  • Serie di email educative sui diversi aspetti della protezione informatica
  • Digest settimanale con link all’articolo e contenuti correlati

Il Digest potrebbe anche essere veicolato via Whatsapp con una lista broadcast, ai propri clienti.

 

Esempio di piano di promozione per la landing page

Per la landing page adottiamo invece un approccio differente, basato su tre canali distinti di acquisizione del traffico a pagamento. I social media, in particolare LinkedIn, ci permettono di raggiungere con precisione i decision maker aziendali e gli IT manager, mostrando annunci mirati mentre navigano.

Google Ads rappresenta il secondo pilastro della strategia, particolarmente efficace perché intercetta l’utente nel momento esatto in cui sta cercando una soluzione. Attraverso le campagne Search, ci posizioniamo su ricerche specifiche come “preventivo assicurazione cyber” o “polizza rischi informatici”, mentre con la Display raggiungiamo il nostro target con i banner visuali mentre naviga su siti di settore. Le campagne Discovery ci permettono di essere presenti anche su Gmail e YouTube, ampliando ulteriormente la nostra reach. Non meno importante è la remarketing, che ci consente di “seguire” con messaggi mirati chi ha già mostrato interesse visitando la nostra landing page.

Il terzo canale è l’email marketing. Partendo dalla domanda sui costi dell’assicurazione cyber, possiamo strutturare una comunicazione email particolarmente efficace verso il nostro database di aziende. L’obiettivo è duplice: sensibilizzare sui reali costi di un attacco informatico e presentare le soluzioni assicurative come investimento strategico.

 

Immaginiamo di segmentare il database identificando due cluster principali: da una parte i titolari di piccole e medie imprese che non hanno ancora una copertura cyber (prospect), dall’altra chi ha già altre polizze aziendali con noi, ma non la cyber (clienti cross-selling). A questi due segmenti inviamo una sequenza di email che stimolino la loro attenzione, attingendo agli spunti del contenuto sviluppato. L’integrazione di questi canali permette di presidiare diversi momenti del customer journey: dalla fase di ricerca iniziale su Google, all’intercettazione attraverso annunci mirati, fino al nurturing via email. Ogni canale mantiene la propria specificità in termini di formato e tono di voce, ma contribuisce all’obiettivo comune di posizionare l’intermediario come esperto nel settore della cyber security assicurativa.

Per porre un quesito scrivete a: tortelli@assinews.it.

© Riproduzione riservata