Le ondate di calore rappresentano già il principale rischio climatico per la salute in Europa e potrebbero incidere in misura crescente sui modelli di business delle assicurazioni vita e malattia, della riassicurazione e dei fondi pensione aziendali. È quanto rileva EIOPA nel report sugli impatti del cambiamento climatico su mortalità, morbilità e longevità, pubblicato il 30 settembre.
Secondo l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, il rischio è oggi generalmente considerato non materiale sotto il profilo prudenziale, ma l’aumento delle temperature, l’invecchiamento della popolazione, la maggiore frequenza degli eventi estremi e la limitata maturità dei modelli rendono necessaria una valutazione più prospettica. Il tema non riguarda soltanto gli investimenti delle compagnie, ma anche le loro passività: sinistri, riserve, tariffe, basi tecniche di mortalità e longevità.
Le ondate di calore come rischio sanitario
Le ondate di calore hanno rappresentato il 97% dei decessi legati a eventi meteorologici e climatici estremi nell’Unione europea dal 1980. L’Europa, che si sta riscaldando a una velocità prossima al doppio della media globale, è quindi esposta a un rischio sanitario climatico particolarmente rilevante.
Gli effetti più gravi si concentrano sulle persone anziane, sui bambini, su chi ha condizioni cliniche pregresse, sulle persone con disabilità e su alcuni gruppi professionali esposti al lavoro all’aperto o in ambienti caldi. Il rischio presenta inoltre una dimensione sociale: vulnerabilità economica, qualità dell’abitazione, accesso al raffrescamento, presenza di aree urbane con effetto “isola di calore” e disponibilità dei servizi sanitari incidono sulla probabilità che temperature elevate producano effetti sulla salute.
EIOPA ricorda che le ondate di calore aggravano soprattutto patologie cardiovascolari e respiratorie, possono provocare disidratazione, colpi di calore e stress termico e incidono sul sonno, sul rischio di incidenti e sulla salute mentale. A differenza di alluvioni, tempeste e grandinate, il calore tende a produrre danni diretti più contenuti alle infrastrutture fisiche, ma presenta un impatto molto più rilevante sulla mortalità e sulla morbilità.
Il rapporto richiama inoltre altri rischi sanitari influenzati dal clima: gli incendi boschivi e la conseguente esposizione a fumo e particolato, l’evoluzione della qualità dell’aria e la diffusione di malattie trasmesse da vettori come zanzare e zecche. Per queste ultime, condizioni climatiche più favorevoli possono ampliare aree e periodi di sopravvivenza e trasmissione dei vettori, aumentando il rischio di nuove epidemie o di riemersione di patologie oggi rare in Europa.
La ricaduta su vita e salute
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