MERCATO
Autore: Fausto Panzeri
ASSINEWS 373 – Aprile 2025
Un anno che inizia tra timori e speranze. Outlook assicurativo di S&P Global Ratings. La resilienza del ramo vita. Buone prospettive per i Danni
Il 2025 è cominciato in modo contraddittorio, poiché si stanno delineando scenari che lasciano intravedere una possibile tregua, con qualche speranza di pace, nei gravi conflitti che stanno devastando una parte del Medio Oriente e, da ormai tre anni anche l’Ucraina. invasa dai russi. Da un altro canto si accentuano i timori per i nuovi equilibri geopolitici che potrebbero comportare crisi significative nei Paesi membri dell’Unione Europea.
In un contesto così perturbato quali potrebbero essere le previsioni di breve termine per le compagnie assicurative europee? Per dare una risposta plausibile a questo quesito abbiamo preso in esame le previsioni economiche dei maggiori istituti di ricerca e di un report, indirizzato al settore assicurativo, elaborato da S&P Global Ratings (S&P Global: European Insurance Outlook 2025). Le previsioni, in larga prevalenza, appaiono sostanzialmente ottimistiche per le compagnie assicurative europee e sono sintetizzabili in due parole: Forza e Stabilità.
Nella tabella sottostante abbiamo evidenziato i fattori che confortano queste definizioni.
Come si può rilevare, in effetti, una percentuale del 62% nelle imprese europee possiede un rating A, e un 24% possiede un rating AA. Al tempo stesso l’80% degli assicuratori, nei loro programmi, presentano previsioni positive, così come appaiono molto adeguati i margini di solvibilità nonché il grado di liquidità, che nel 67% dei casi è indicato come eccezionale. I rischi che potrebbero minacciare questa stabilità sono identificabili nelle possibili ricadute regionali delle guerre in corso e in una progressiva tensione per quanto riguarda i rapporti commerciali che l’Europa intrattiene con altre economie e in particolare con gli Stati Uniti.
A questi fattori negativi bisogna aggiungere la sostanziale stagnazione economica delle maggiori nazioni europee, i maggiori costi derivanti dalla transazione energetica e il costante aumento dei rischi cyber.
Sono, invece, ritenuti più modesti i rischi che potrebbero determinare un aumento dei costi a causa dell’inflazione che, in Europa, appare, allo stato, sotto controllo; così come non si teme una seria frenata della crescita del ramo vita ed è ritenuto pressoché assente il rischio di una mancanza di liquidità. Ricordiamo, infatti, che negli anni precedenti, anche nel nostro Paese, il saldo finanziario per le imprese del ramo vita appariva negativo a causa dell’aumento dei riscatti delle scadenze in essere.
Per quanto riguarda l’andamento del ramo vita delle compagnie europee, S&P Global Ratings sottolinea come i gruppi assicurativi hanno dimostrato un notevole grado di resilienza, nei loro portafogli, a fronte di una fase storica nella quale i tassi di interesse apparivano assai bassi.
Da quando le banche centrali stanno riducendo i tassi, che avevano registrato un vigoroso aumento rispetto agli anni passati, a causa dell’inflazione, le compagnie stanno gradualmente riassestando i propri portafogli e in questo momento, per la clientela, è divenuta più attrattiva la remunerazione dei depositi presso le banche e, pertanto, i nuovi affari del ramo vita stanno subendo una lieve riduzione. Comunque, nel loro complesso, i portafogli vita europei appaiono stabili, a eccezione, come già accennato, di quanto è avvenuto in Italia nel biennio trascorso.
S&P Global Ratings ritiene che gli assicuratori si concentreranno maggiormente nell’offerta dei prodotti unit linked e di protezione, mantenendo una presenza limitata nelle polizze a capitale garantito. Gli investimenti delle compagnie vita nel settore immobiliare restano assai ridotti, a eccezione di quanto avviene in Svizzera.
Passando a un esame dell’andamento dei rami, danni possiamo osservare in primis che l’aumento del costo dei sinistri, determinato dall’inflazione, è assai più elevato di quello indicato nell’indice dei prezzi al consumo. Questo fenomeno in particolare avviene nel settore dell’assicurazione Auto, dove appaiono in aumento più sostenuto i costi di riparazione delle autovetture. Di conseguenza c’è da attendersi, in Europa, un aumento dei prezzi per le polizze auto.
Standard & Poor’s ritiene che le riserve sinistri nel loro complesso siano adeguate e che nella maggior parte dei paesi europei i rami Property e Casualty presentino solidi margini che dovrebbero restare invariati anche nel 2025.
Vi è, inoltre, da sottolineare che il combined ratio nei rami danni si attesta a livelli sicuramente positivi e per nessun paese è previsto, per il 2025, il superamento della fatidica soglia di 100 e la media europea si dovrebbe attestare su valori intorno a 95. Ciò significa che, se queste previsioni verranno rispettate, i rami danni, tenuto conto anche del miglioramento del reddito da investimenti, dovrebbero presentare saldi complessivi sicuramente positivi.
Per quanto riguarda l’adeguatezza del capitale proprio delle imprese assicurative, che costituisce l’elemento più importante per il calcolo del margine di solvibilità, possiamo constatare, come da grafico sottostante, che il surplus superi gli 80 miliardi di euro e le previsioni per il 2025 e 2026, effettuate da S&P Global Ratings, confermino questa eccedenza. Si può, inoltre, constatare come la maggior parte delle compagnie assicurative ha mantenuto una politica di aumento costante dei dividendi e ha dimostrato fiducia nella propria solidità, provvedendo all’acquisto di azioni proprie. S&P Global Ratings osserva, inoltre, che sono stati assai limitati gli allineamenti negativi per eventuali minusvalenze sugli asset come, ad esempio, avviene sovente per quanto riguarda il settore immobiliare. Si può, quindi, davvero constatare come gli investimenti delle compagnie di assicurazione europee, nel loro complesso, vengono effettuati con molta cautela e con l’obiettivo di mantenerli costantemente liquidi.
Nell’immediato futuro si ritiene che, a causa dei mutamenti climatici, la copertura dei rischi catastrofali subirà un aumento dei tassi, a causa del costante incremento degli eventi dannosi. Permane, inoltre, una grande opportunità di sviluppo nei rami danni per quanto riguarda l’assicurazione di rischi cyber. I premi, infatti, dovrebbero passare dai 14 miliardi di dollari del 2023 a 23 miliardi nel 2026, con una crescita nell’ordine del 15/20% annuale. Bisogna sottolineare che la crescita della raccolta premi nelle compagnie di assicurazione, nei rischi cyber, dipende, in maniera determinante, dal grado di copertura che le compagnie di riassicurazione saranno in grado di offrire, poiché le compagnie assicurative europee cedono mediamente il 70% dei cyber risk da loro assunti.
Passando all’esame del mercato assicurativo italiano possiamo rilevare che la media dei rating delle compagnie di assicurazioni italiane si attesta a livello A. Una percentuale decisamente rassicurante per quanto riguarda la solidità delle compagnie di assicurazione.
I fattori più determinanti per lo sviluppo delle compagnie sono identificabili nella forte ripresa che il ramo vita ha registrato nel 2024, con uno sviluppo superiore al 20%, malgrado la dura competizione con titoli emessi dallo Stato con rendimenti interessanti. Un secondo fattore consiste nel notevole aumento delle tariffe RC auto, dopo anni di costante diminuzione. Un ulteriore contributo allo sviluppo dei Danni potrebbe, infine, derivare dalle coperture assicurative contro le catastrofi naturali che, da gennaio 2025, saranno obbligatorie per tutte le aziende.
S&P Global Ratings ritiene che nel mercato assicurativo italiano si registrerà un forte grado di redditività nel settore danni e una graduale crescita nei rami vita. Le previsioni sul futuro appaiono complessivamente positive e S&P Global Ratings ritiene che il settore danni manterrà una solida redditività e il Vita recupererà i margini di profitto che si erano quasi annullati negli ultimi anni.
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