Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
Cresce l’ammontare delle frodi legate a crediti fiscali generati dai bonus edilizi. C’è almeno un altro miliardo di euro la cui sospensione è in via di perfezionamento, pronta a sommarsi ai 4,4 miliardi di euro emersi negli scorsi mesi, la metà dei quali già ceduti e incassati. «L’esito delle frodi e il potenziale danno per l’erario, derivante dalle false cessioni, ha assunto proporzioni estremamente rilevanti», ha spiegato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nell’informativa in aula alla Camera in merito alla cessione dei bonus edilizi.
Un albo professionale per i periti assicurativi, obbligatorio per poter esercitare la professione. È questo l’obiettivo principale del nuovo testo unificato adottato ieri in commissione industria del Senato, a prima firma Sergio Vaccaro (M5s) che ingloba gli atti Senato 1217 e 1666. Oltre ad adottare il nuovo testo, la commissione ha fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al prossimo 21 marzo alle 15.
Il superbonus continua la sua corsa, ma con la variabile antifrodi all’orizzonte. Ammonta infatti a oltre 21,1 mld di euro il totale degli investimenti ammessi a detrazione al 28 febbraio 2022. Una crescita di circa 4 miliardi rispetto a quanto investito nel primo mese dell’anno (18 mld €), che tuttavia potrebbe presto essere modificata dagli effetti delle recenti correzioni normative come il nuovo decreto antifrodi (dl n.13/2022), pubblicato in Gu pochi giorni fa.
- Cantiere insicuro i dipendenti potranno fermare i lavori
Non ci sono elmetti e imbracature o guanti e visiere o ancora tute ignifughe e ad alta visibilità? Il cantiere allora si ferma, perché non è garantita la sicurezza sul lavoro. Solo un esempio di quello che potrebbe succedere se uno dei 9 mila dipendenti di Autostrade per l’Italia o degli altri 9 mila dell’indotto ad un certo punto riscontrassero condizioni di lavoro non sicure per sé o per i colleghi, indipendentemente dalla posizione, anzianità e ruolo. L’operaio come il capocantiere possono fermare il lavoro di tutti e chiedere condizioni adeguate a prevenire incidenti, infortuni, malattie. L’eventualità era già prevista dalla legge 81 del 2008, ma qui la si estende dalla denuncia personale (“sono a rischio io”) a quella di gruppo (“siamo a rischio tutti”). E la si protegge da ritorsioni eventuali del datore che spesso scoraggiavano la denuncia. Il meccanismo si chiama “Stop Work Authority” ed è alla base del protocollo di sicurezza firmato ieri dai sindacati degli edili e dei trasporti con l’ad di Aspi Roberto Tomasi alla presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando. Un protocollo che potrebbe fare da apripista ad altri settori o aziende, alla vigilia dei tanti cantieri del Pnrr.
- Serve regolare i danni «diversi»
Volendo azzardare una previsione, è probabile che la tabella medico legale sui baremes sia destinata a rimanere ancora a lungo al palo, mentre quella dei valori economici, sostanzialmente già pronta, vedrà a breve la luce. Il che risolverà gran parte dei problemi sorti negli ultimi anni presso quelle corti che, restie ad applicare la tabella milanese, hanno dato luogo sul territorio nazionale a difformità liquidative del tutto inopportune. È appena il caso di ricordare come lo schema sin qui elaborato dal Mise, forte del decisivo sostegno attuariale e metodologico dell’Ivass, calibri in modo convincente tutte le coordinate applicative previste dal legislatore, porgendo da un lato tributo al metodo milanese, quanto alle generalissime impostazioni di base e ai parametri valoriali di riferimento, e dall’altro discostandosene in modo piuttosto marcato in alcuni fondamentali passaggi (valore del punto economico di base, incremento più che proporzionale del valore del punto, al crescere dell’invalidità, e separata valorizzazione del danno morale con tre fasce di personalizzazione incrementali per ciascun punto di invalidità).
- Macrolesioni, la tabella si sdoppia per sbloccare uno stallo di 15 anni
Una rivoluzione nascosta. La modifica dell’articolo 138 del Codice delle assicurazioni introdotta dall’articolo 3-bis del Dl 228/2021 (decreto milleproroghe) appare minimale, ma può riformare seriamente il risarcimento del danno non patrimoniale alla persona nella Rc auto e nella responsabilità sanitaria. Stabilisce che la tabella “nazionale” unitaria dei parametri risarcitori delle lesioni gravi, superiori al 9% di invalidità permanente, sarà sostituita da due distinte tabelle: una relativa ai baremes medico legali di valutazione delle menomazioni comprese tra 10 e 100 punti; l’altra con il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso. Le tabelle andranno approvate con due separati Dpr entro il 1° maggio 2022. Sotto il profilo contenutistico, nulla cambia: i criteri di valutazione oggi ripartiti tra le due tabelle sono gli stessi che avrebbero dovuto integrare l’articolazione, comunque bipartita, della precedente tabella unica, prevista dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni (Cap), mai attuato. La novità è la non casuale accelerazione che ha fissato in meno di tre mesi il termine per adottare i due decreti.
- Ivass, oltre 110 miliardi la raccolta premi vita e danni
La raccolta premi vita e danni dei primi nove mesi del 2021 è risultata pari a 110,2 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto all’analogo periodo del 2020. Lo comunica l’Ivass (nella foto il presidente Luigi Federico Signorini). In particolare, la raccolta del settore vita, pari a 82,5 miliardi, registra un aumento del 12,5%, dovuto alle polizze “finanziarie” di ramo III – unit e index linked – che crescono di 10,8 miliardi raggiungendo i 32,4 miliardi (+50,2%) contro un +0,7% per le polizze di Ramo I. La raccolta danni si attesta a 27,7 miliardi, in aumento del 3%, grazie soprattutto alla crescita del comparto non auto.
- Insurtech, Cvc a un passo da Rgi: L’operazione vale mezzo miliardo
Il private equity internazionale Cvc va alle battute finali per la vendita del gruppo Rgi, produttore italiano di software per il settore assicurativo, passato nel 2018 sotto il controllo del fondo statunitense Corsair Capital. Da alcuni mesi è in corso un processo di cessione di Rgi. Al lavoro, per conto dell’azionista, americano, è la boutique finanziaria specializzata nel fintech, Arma Partners. Secondo indiscrezioni, Cvc potrebbe avere la meglio sugli altri concorrenti in campo: in primo luogo, la multinazionale israeliana, quotata al Nasdaq, Sapiens, fornitore globale di primo piano di soluzioni software per il settore assicurativo. In corsa c’erano anche alcuni tra i maggiori fondi internazionali di private equity. Per Cvc si tratterebbe di un nuovo investimento tra i confini tricolori: a fine 2021 il gruppo finanziario britannico ha chiuso la cessione delle controllate Sisal e Mooney. Ma, in precedenza, ha rilevato aziende come Università Telematica Pegaso, Genetic e Recordati.
- Effetto Covid, da inizio pandemia registrati 178mila decessi in più
Il dato è superiore a quelli fino ad oggi conosciuti (o stimati): dall’inizio della pandemia, marzo 2020, alla fine di gennaio 2022 l’eccesso di mortalità totale, rispetto alla media 2015-2019, è stato di 178 mila decessi. Cosa significa? I numeri parlano chiaro: nel 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 morti, 100.526 in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Nel 2021 il totale dei decessi per il complesso delle cause è in calo rispetto all’anno precedente, anche se rimane su livelli molto alti: 709.035 decessi, 37 mila in meno rispetto al 2020 (-5,0%), ma 63 mila in più rispetto alla media 2015-2019 (+9,8%). Gran parte dell’eccesso del 2021 è stato rilevato nel primo quadrimestre quando la copertura vaccinale era ancora molto bassa. È quanto emerge dal settimo rapporto congiunto Istat e Istituto Superiore di Sanità sull’impatto dell’epidemia sulla mortalità totale.
- Generali in allerta su Ingosstrakh Pronta a rispettare le sanzioni
Generali, per ora, non smuove le acque in Russia ma da quanto si apprende «monitora costantemente la situazione in rapida evoluzione e le relative implicazioni per i mercati finanziari e le proprie attività» ed al contempo «è pronta a rispettare eventuali sanzioni applicabili». Tuttavia, viene sottolineato ancora, ritiene di avere «un’esposizione limitata sul mercato russo e ucraino». Non è infatti presente «in Ucraina mentre detiene una partecipazione di minoranza in Ingosstrakh». Quest’ultima, ex monopolista di Stato, è ora la quarta compagnia operativa in Russia ed è partecipata anche dall’oligarca Oleg Deripaska mentre il Leone risulta detenere una quota del 38,5%. Pacchetto che, stando alle ultime informazioni disponibili, nel 2014, dopo una serie di svalutazioni, come dichiarato dall’allora ceo Mario Greco, risultava essere iscritto in portafoglio per 281 milioni. Nel bilancio 2019 poi la partecipazione è stata rivalutata per 37 milioni. Conti alla mano, dunque, per Generali Ingosstrakh dovrebbe valere attorno ai 300 milioni.
- Estese al 30 giugno 2022 le polizze dei turisti stranieri in vacanza